Pubblicazione preventiva bozza piano triennale per l’anticorruzione 2019/2021

Si pubblica di seguito la bozza del piano triennale per l’anticorruzione 2019/2021 dell’Opera Armida Barelli.

Tutti gli stakeholder sono invitati, entro il 26 gennaio p.v, ad inviare al Direttore dell’Ente, nella sua funzione di Responsabile dell’anticorruzione, dott. Bernardo Zanoner, all’indirizzo di posta elettronica bernardo.zanoner@operaarmidabarelli.org eventuali osservazioni e/o richieste di modifica/integrazione, prima dell’adozione ufficiale da parte del Consiglio di Amministrazione.

 

Progetto di volontariato presso la casa di riposo Vannetti

Noi allievi iscritti in convitto anche quest’anno proseguiamo l’attività di animazione presso la casa di riposo una volta al mese nel pomeriggio del martedì.

Andiamo per allietare il pomeriggio degli ospiti attraverso i canti popolari che intoniamo e i giochi che proponiamo per coinvolgere i presenti. Questa attività di volontariato arricchisce sia noi che gli utenti che ci aspettano e noi ci divertiamo insieme a loro.

Per Natale, ad esempio, abbiamo tenuto un concerto di canti natalizi e abbiamo interpretato una storia sulla Natività. Abbiamo distribuito una spilla portaocchiali realizzata da noi con le cialde del caffè e c’è stato lo scambio degli auguri. L’incontro è terminato in allegria con balli che hanno coinvolto anche alcuni operatori O.S.S. della casa di riposo e i parenti.

Ghirardini Davide, allievo 1 O.S.S.

 

Primi diplomi alle Barelli è festa per venti ragazze

Tratto da il Trentino 15 dicembre 2018, articolo di Sara De Pascale http://www.giornaletrentino.it/cronaca/rovereto/primi-diplomi-alle-barel...

Momento di passaggio ed insieme trampolino di lancio: che questo diploma possa essere la base per la costruzione di un brillante futuro. Le alunne, dopo il triennio, hanno sempre dovuto spostarsi in altre scuole. Il “Corso annuale per l’esame di stato”, “Capes”, è stato introdotto tre anni fa: all’epoca, tuttavia, era un’iniziativa indirizzata solo agli assistenti socio sanitari». Quest’anno invece, anche i settori dell’estetica e dell’acconciatura hanno avuto la possibilità di diplomarsi, «senza lo stress e la difficoltà di trasferirsi altrove.

Così, Bernardo Zanoner, festeggia il conseguimento del diploma di maturità delle studentesse dell’Opera Armida Barelli.

Una celebrazione tutta al femminile quella di ieri pomeriggio: Bassetti Silvia, Del Dot Giorgia, Festi Chiara, Franzoi Giorgia, Grando Aurora, Kowalchuk Anna, Marinelli Alessia, Sartori Valentina, Vanzetta Greta e Zanoni Elisa del “Corso tecnico trattamenti estetici”insieme ad Adamoli Alice, Bazzoli Sara, Bertoldi Anna, Folino Sofia, Gunsch Chiara, Piffer Alice, Roner Elizabet, Tiosavljevic Sandra, Tosi Veronica e Trentini Veronica del “Corso assistente socio sanitario”.

Il “Capes” è una novità assoluta: un corso che consente finalmente di accedere alla maturità attraverso un binario unico.

Enorme opportunità, quella delle alunne, le quali sono state particolarmente invogliate a proseguire il proprio percorso di studi. Circa metà di loro ha infatti scelto di frequentare l’università: c’è chi si è iscritta a scienze giuridiche, chi a sociologia e chi invece lavora, in attesa di ritentare i test d’ingresso. L’altra metà delle diplomate, invece, si è già perfettamente inserita nel mondo del lavoro. Zanoner ha entusiasticamente descritto un anno pieno di soddisfazioni:

Un anno sperimentale che aprirà certamente la strada a chi verrà dopo.

Insieme alla possibilità di diplomarsi, all’Opera Armida Barelli, anche variegate iniziative sociali: ogni mese, ad esempio, viene organizzata una giornata dedicata al taglio dei capelli dei rifugiati:

Insegniamo alle ragazze a mettere la persona al centro. Vogliamo che diventino professioniste nel loro lavoro ma anche operatrici di serenità e di pace

conclude il presidente Manica. Un grande regalo, quello delle studentesse che, durante il loro percorso strappano sorrisi a clienti speciali: come le anziane delle casa di riposo di Rovereto, le quali, periodicamente, hanno la possibilità di ricevere un trattamento di bellezza completo. E dopo un ringraziamento dovuto a collaboratrici e coordinatrici, finalmente il momento dei festeggiamenti insieme all’augurio di un lucente futuro.

Visita al Polo Betania

Dicembre 2018.

In questo periodo natalizio le nostre classi dell’Opera Armida Barelli di Rovereto stanno visitando il Polo Betania, centro polifunzionale della solidarietà ottenuto dalla ristrutturazione di palazzo Lodron, in via Bridi, inaugurato sabato 10 novembre a Rovereto.

Cos’è? Betania è un nuovo centro ecclesiale, di proprietà della parrocchia di San Marco. La sua ristrutturazione è durato quasi due anni ed è vicinissimo alla nostra scuola.

Cosa significa il nome Betania? Significa “casa del povero”. Questo nome è noto nei Vangeli perché a Betania abitavano Lazzaro, insieme alle sue sorelle Marta e Maria ed aveva un significato particolare nella vita di Gesù. A Betania il Messia veniva accolto dagli amici sopracitati, era quindi luogo di amicizia, di accoglienza e di dialogo. Nel complesso che un tempo ospitava le suore di clausura, trovano ora accoglienza diverse realtà, accomunate dalla volontà di aiutare il prossimo e di essere presenti sul territorio.

A Betania si possono visitare:

  • l’associazione “Cantiere Famiglia” che ha lo scopo di sostenere il benessere della famiglia accompagnando soprattutto le situazioni di crisi all’interno delle relazioni affettive, si rivolge, oltre che a nuclei, anche a persone singole. Qui sposi e/o genitori possono avere uno scambio ed un consiglio con una psicologa ed una sessuologa;
  • il negozio dell’ “Altr’uso” della Caritas con l’annesso laboratorio;
  • il Fondo decanale di solidarietà con il Credito solidale, nato nel gennaio 2013 che si propone di sostenere persone e famiglie in difficoltà temporanea con sussidi a fondo perduto;
  • il Centro di Aiuto alla Vita;
  • il Punto di ascolto inter-parrocchiale San Marco e Sacra Famiglia;
  • e gli alloggi della Fondazione Famiglia Materna per persone in difficoltà.

Don Sergio Nicolli, che una delle classi ha incontrato durante l’uscita, ha presentato così Betania:

Io credo che nel mondo ci si debba preoccupare particolarmente di due tipi di povertà; quella economica e quella che riguarda le relazioni con il prossimo. Con questo progetto volevamo creare una rete di solidarietà e così è stato. Si sono avvicinate diverse realtà importanti

Nelle nostre visite al Polo Betania abbiamo incontrato anche il Presidente dell’OAB Graziano Manica, che ha esposto alcune delle potenzialità di questo progetto altruistico:

Considero importante condividere con le famiglie un pezzo di strada, accompagnarle attraverso alcune difficoltà, come la gestione del denaro

Alcune classi hanno avuto il piacere di udire le spiegazioni riguardanti la struttura direttamente da Roberto Ferrari coordinatore della Caritas. A Betania tutti possono trovare Casa, compreso il Presepe quasi a grandezza naturale intagliato lo scorso anno dagli immigrati giunti nella Città della Pace che quest’anno sarebbe rimasto inutilizzato perché troppo voluminoso (vedi foto). Visitare Betania è un’oasi di Pace e si respira la bontà di rapporti sani e costruiti col desiderio di migliorare e migliorarsi!

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