Visita al Forte di Pozzacchio

Valmorbia, discorrevano il tuo fondo
fioriti nuvoli di piante agli àsoli.
Nasceva in noi, volti dal cieco caso,
oblio del mondo.
Tacevano gli spari, nel grembo solitario
non dava suono che il Leno roco.
Sbocciava un razzo su lo stelo, fioco
lacrimava nell'aria.
Le notti chiare erano tutte un'alba
e portavano volpi alla mia grotta.
Valmorbia, un nome e  ora nella scialba
memoria, terra dove non annotta.

Eugenio Montale
da Ossi di seppia 1954

Le classi prime hanno fatto visita al Forte di Pozzacchio, a Valmorbia, in compagnia dell'Associazione Culturale MOMO.

SAFER INTERNET DAY: "SIDONNE"

"Può esserci un internet migliore anche per le donne?". Alla domanda cercheranno di rispondere, venerdì 28 marzo, Alexander Schuster giurista, Minella Chilà giornalista e Stefano Bussolon, psicologo e psicoterapeuta, in un evento promosso dall'Agenzia provinciale per la Famiglia e dal Centro di formazione professionale Opera Armida Barelli di Rovereto. A tenere il saluto iniziale sarà l'assessora alle pari opportunità Sara Ferrari in videoconferenza, mentre in conclusione dell’incontro Flavia Marzano, presidente di Stati Generali dell’Innovazione e docente alla Sapienza di Laboratorio di Tecnologie per la Comunicazione Digitale, fornirà un esempio di crescita delle comunità di persone nella rete.

Dopo il riuscito lavoro di rete testato in occasione del Safer Internet Day all'Istituto Marconi di Rovereto lo scorso 21 febbraio, proseguono nel mese di marzo gli appuntamenti per sensibilizzare sui pericoli legati alla navigazione in internet.

Il prossimo evento, in programma fra le 8.30 e le 11 al Centro di Formazione Professionale Opera Armida Barelli di Rovereto e coordinato dall'Agenzia provinciale per la Famiglia, la natalità e le politiche giovanili, si intitola "Può esserci un internet migliore per le donne?" ed è focalizzato in particolare sulla relazione tra generi nel web e lo squilibrio di potere che può generarsi.

L'iniziativa, come quella di febbraio, prevede una conferenza in diretta streaming organizzata presso il Centro di Formazione professionale Barelli con la possibilità da parte del pubblico di interagire con i relatori attraverso twitter.

L’Opera Barelli ha messo a disposizione logistica, idee, staff tecnico e studenti, mentre gli istituti scolastici Rosmini di Rovereto e Marie Curie di Pergine contribuiranno alla riflessione che verrà condotta sul tema attraverso video da loro ideati e realizzati. Informatica Trentina e Trentino Network forniranno il supporto tecnico e cureranno le connessioni. Infine Elisa Pisacane, social media consultant,  modererà i tweet in arrivo, riproponendone i contenuti ai relatori e realizzando uno "storify" della mattinata.

Nel corso della mattinata i relatori che si confronteranno sulle difficoltà relazionali tra i generi nella rete e analizzeranno uso delle parole e modelli comportamentali saranno: Alexander Schuster, giurista ed esperto indipendente alla Commissione Europea per la violenza di genere e i minori, Minella Chilà, giornalista per "La voce del Trentino" e responsabile della macroarea "La voce delle donne" e Stefano Bussolon, psicologo, psicoterapeuta e docente di interazione uomo-computer presso la Facoltà di Scienze Cognitive. In conclusione dell’incontro Flavia Marzano, presidente di Stati Generali dell’Innovazione e docente alla Sapienza di Laboratorio di Tecnologie per la Comunicazione Digitale, fornirà un esempio virtuoso di crescita delle comunità di persone nella Rete. A portare i suoi saluti iniziali sarà l'assessora provinciale all'università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo, Sara Ferrari, in videoconferenza.

Per vedere le registrazioni della conferenza visitare il canale Youtube dell'Opera Armida Barelli.

Il Professor Guido Vettorazzo incontra le classi seconde del C.F.P. di Rovereto

Ha festeggiato il novantatreesimo compleanno raccontando agli allievi di due classi seconde la sua esperienza durante l'Operazione Barbarossa, quando appena ventunenne il fascismo lo inviò sulle rive del Don a combattere il nemico sovietico. Ma le coincidenze non finiscono quì, giacché lo stesso giorno del '43 ricevette il più bel regalo che potesse desiderare, un treno che, dopo la tragica ritirata che costò la vita a migliaia di soldati dell'Armir, lo riportò in patria.Novantatrè anni intensi, quelli vissuti dal professor Vettorazzo, ma un piglio da ragazzino, che ha tenuto col fiato sospeso I cinquanta allievi che hanno seguito con straordinario interesse la sua testimonianza, tenutasi presso la sede di Rovereto martedì 12 marzo 2014. Dopo una breve introduzione del professor Trinco, che lo conosce da anni, Vettorazzo ha raccontato la sua esperienza, partendo dalla descrizione del periodo in cui è cresciuto, quel ventennio sancito dal motto “credere, obbedire combattere” che non poteva che crescere generazioni di ragazzi votati alla guerra, che partirono come fosse la cosa più normale del mondo, addirittura entusiasti di un'esperienza che avevano conosciuto anche i loro genitori. Ma il fonte russo, il gelo, i carri armati sovietici, la crudeltà dei commilitoni tedeschi e anche la misericordia delle donne russe, disponibili a dissetare i soldati in ritirata, che rappresentavano pur sempre un esercito invasore, li avrebbero fatti rientrare in patria molto cambiati, e, come è noto, purtroppo, decimati.È raro riuscire a suscitare un interesse così vivo negli adolescenti per la storia, ma se non basta un' esperienza straordinaria, ecco che la ciliegina sulla torta è stata il racconto di un personaggio straordinario.

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